SALENTO A TAVOLA #9. I FICHI D’INDIA

Basta una passeggiata nelle campagne salentine per rendersi conto di quanto facciano parte del paesaggio e quindi della tradizione (anche culinaria) della zona. Stiamo parlando del fico d’india, una pianta succulenta e riutilizzabile in tanti modi diversi in cucina.

Eccolo allora inserito a pieno titolo nella nostra rubrica Salento a Tavola!

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Dal Messico alle aree più calde del Mediterraneo, il fico d’india ne ha fatta di strada, giungendo fino a noi per regalarci il suo gusto!

La pianta può raggiungere i 3-5 metri d’altezza e le caratteristiche “pale” ce la fanno riconoscere anche a grande distanza.

E che dire del frutto (che è poi quello che più ci interessa)? Bacche carnose e spinose nelle tonalità del giallo-arancio-rosso.

Il suo alto valore nutrizionale fa del fico d’india un ingrediente interessante e versatile per la cucina, specie per quella salentina (che in quanto a calorie non si fa mancare proprio nulla!).

La tradizione ci dice che per coglierli il momento migliore è la mattina presto (pena: una pioggia di spine), ma al di là degli orari, il fico d’india si presenta come un frutto dolce, capace di rinfrescare qualsiasi palato.

Alcune idee su come riutilizzarlo?

Liquore. Non sarà fresco ma è sicuramente gustoso! Mezzo chilo di zucchero, mezzo chilo di polpa di fico d’india e 400 grammi di alcool a 95°: tutto in un barattolo da far depositare a lungo e poi filtrare ed imbottigliare.

Scorze fritte. Una botta di calorie… Perché per il salentino la frittura è proprio un must! Ammettetelo: non ci avevate mai pensato! Ma l’idea di friggere le scorze del fico d’india, impanandole nell’uovo sbattuto e nella farina per poi decorarle con zucchero o miele vi solletica le papille gustative!

La loro maturazione si è conclusa…. Pronti alla raccolta?!

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