Oltre il concetto di territorio e turismo: Abitare i Paduli

Ho il brutto vizio di farmi prendere dall’entusiasmo. E questa volta vi assicuro che il motivo è veramente valido, perché solo poco tempo fa ho scoperto Parco Paduli e in seguito Giorgio Ruggeri, uno dei ragazzi che ogni giorno dà vita a questo laboratorio urbano che unisce cultura, sostenibilità e turismo, per farmi raccontare qualcosa in più di quanto sia possibile scoprire online. In sintesi, il Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli, inserito nel Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, è un progetto avviato dai Comuni della provincia di Lecce di San Cassiano, Botrugno, Nociglia, Surano, Giuggianello, Scorrano, Muro Leccese, Supersano, Sanarica e Maglie e coordinato dall’associazione Lua, che ha dato vita al Programma Intergrato di Rigenerazione Urbana “Terre dei Paduli tra ulivi pietre e icone” adottato nel 2011. Insieme a tantissima curiosità c’è anche un pizzico di invidia, perché a dirla tutta di questo progetto, o “processo” come Giorgio ama definirlo, vorrei veramente farne parte anche io. Buona lettura!

Nome: Giorgio Ruggeri

Attività: Abitare i Paduli APS

Sito web: www.abitareipaduli.com

Come e quando è nato il progetto?

Abitare i Paduli è il nome del Laboratorio Urbano, nato nel 2011, nell’Unione dei Comuni delle Terre di Mezzo. Il progetto è nato grazie alle politiche Bollenti Spiriti, e al dialogo costante tra le amministrazioni comunali e una serie di associazioni culturali del posto, coordinate dall’associazione Lua. Il Laboratorio continua un processo di animazione territoriale iniziato nel 2003, che sta portando alla costituzione del Parco dei Paduli, tra i primi Parchi Agricoli Multifunzionali della Regione Puglia.

Quali sono gli elementi di innovazione del progetto?

In quanto “laboratorio”, ci occupiamo di sperimentare delle pratiche culturali, sociali, ambientali per elaborare un modello attuale per la cura del paesaggio agricolo, legato indissolubilmente all’opera di contadini e fruitori che lo vivono quotidianamente. Il nostro Parco Agricolo Multifunzionale è l’occasione per ragionare sulla sostenibilità ambientale ed economica della produzione agricola, che diventa “multifunzionale”, con un valore aggiunto legato alla cultura e alla creatività. Per questo, il tutto ruota attorno a servizi per il turismo responsabile e alla produzione culturale.

Gruppo Abitare i Paduli. ArchivioBollentiSpiriti

Quali sono le attività principali?

Le attività del Laboratorio sono: Agricoltura, Mobilità lenta, Ospitalità diffusa e Gusto, e seppur diversificate sono legate da un costante filo comune. Abbiamo avviato la produzione di olio di oliva di qualità (progetto “Lampa” ed extravergine “Terre dei Paduli”) riqualificando olivi in stato di abbandono censiti nel Parco mentre un servizio guida è disponibile per escursioni a piedi e in bici lungo diversi itinerari. Il laboratorio del gusto lavora sulla produzione gastronomica, con un costante lavoro di ricerca e valorizzazione della biodiversità, dei produttori locali e degli orti del territorio. L’ospitalità diffusa valorizza le case sfitte dei nostri centri storici mentre i Nidi d’artista (progetto Nidificare i Paduli”) sono l’albergo biodegradabile del Parco, dove immergersi totalmente nel bosco di ulivi. Attorno a questo c’è una costante produzione culturale, con eventi di promozione e progetti collaterali: “Res.Ort” è una scuola di cucina legata alla scoperta e valorizzazione della biodiversità del Parco con particolare attenzione sulle piante spontanee e orticole, “Raccontare i Paduli” è un progetto editoriale nato da un concorso che pone l’attenzione sul racconto come mezzo per narrare un territorio, “Creature dei Paduli” è il Parco visto, vissuto e studiato dai bambini, in cui il mondo fantastico convive con la realtà di questi luoghi mentre “La Ragia dei Paduli” nasce per raccogliere la memoria olfattiva degli abitanti e dei visitatori.

Raccolta Lampa. Ph Francesco Buccarelli VHS

L’idea di ospitalità diffusa in Italia è presente, ma come è nata nel Parco Paduli?

La nostra idea di ospitalità diffusa nasce dal bisogno di una nuova cultura dei luoghi. Vuole rigenerare i centri storici dei paesi a corona del Parco, provando a valorizzare il patrimonio edilizio esistente contro ulteriore consumo di suolo e proponendo al visitatore un’esperienza a contatto con la quotidianità degli abitanti. Al tempo stesso, nell’Uliveto Pubblico del Parco, la casa dell’Ecoturista” è un modello di recupero di una vecchia “caseddha” interamente con bioedilizia. Anticamente era usata come ricovero mentre oggi ospita i turisti che vengono a trovarci, invitati a usare con oculatezza acqua ed energia. Nello stesso uliveto, si può anche pernottare nei Nidi d’artista, che amplificano l’empatia con il paesaggio, e che permettono di contemplarlo nella stagione in cui la campagna non è più produttiva. “Nidificare i Paduli” è il progetto da cui nascono e intreccia questioni importanti: l’architettura e il turismo ecologico con la gestione dei materiali naturali di risulta dell’agricoltura (generalmente pensati come rifiuto tipo i resti delle potature, le canne e le pulizie dei canali, ecc).

La caseddrha (casa dell’Ecoturista), Ph Giulio Gostoli

La Tana, Lovo, i rifugi sospesi e l’osservatorio dei sogni rappresentano una modalità di alloggio ecosostenibile, qual è la reazione degli ospiti di fronte a queste proposte?

I Nidi d’artista non sono un semplice alloggio ecosostenibile ma cullano il turista in un’immersione totale e intima nella campagna. “Nidificare i Paduli” stimola una riflessione sull’impatto dell’uomo sull’ambiente circostante, e fa nascere rifugi che si integrano esteticamente con il paesaggio, lasciando che i materiali usati possano ritornare alla terra alla conclusione del loro “ciclo” di vita. Chi viene a trovarci è accompagnato dalla guida turistica in un’escursione a bicicletta lungo le vie del Parco e, nell’uliveto illuminato da lampade a olio, è accolto da un aperitivo stagionale mentre al risveglio può gustare una colazione con prodotti locali. Le risposte date dai visitatori ci comunicano emozioni di introspezione, libertà, pace, tranquillità e pienezza, serenità ed empatia.

Nidi d’artista, Ph Francesco Buccarelli

Cosa è Creature dei Paduli?

Creature dei Paduli” è una geografia fantastica del mondo del Parco, che ne ricostruisce in chiave immaginaria la varietà e la ricchezza naturale, facendo dialogare i segni preesistenti con i nuovi segni del territorio, attraverso la costruzione di una mappa geo-referenziata del parco. È uno dei diversi progetti intrapresi dal Laboratorio Urbano, che nel tempo ha coinvolto associazioni, scuole e ludoteche. Attraverso la mappa, che s’ispira alle vecchie carte del catasto settecentesco, i visitatori del sito possono comporre l’itinerario del proprio viaggio nei Paduli, scegliendo i luoghi da visitare, consultando i racconti e seguendo le nature gemelle del Parco, quella reale e quella fantastica. La scenografia, i personaggi come “Niodemo”, il mostro buono nato nella residenza artistica di Dem, e le vicende di questo singolare regno immaginario sono state costruite attraverso un gioco di narrazione con bambine e bambini che hanno rappresentato ogni storia con una maschera, individuando quelle buone pratiche che li potessero rendere protagonisti e custodi del Parco.

La maschera Morterus, Ph Alberto Caroppo

Come si fa a realizzare un progetto così grande e ambizioso?

Più che progetto, a noi piace parlare di processo. In questo modo riusciamo a comunicare un’azione continua e dinamica, che nasce dal dialogo costante tra il Laboratorio Urbano, le amministrazioni e le comunità locali, produttori e consumatori, operatori turistici e visitatori, abitanti e associazioni, chiamati a vedere i Paduli come un territorio “multifunzionale”, sviluppando un punto di vista più profondo per essere capaci di valorizzare le proprie ricchezze e la propria identità.

C’è spazio per il turismo ecosostenibile in Puglia e in Italia?

Pensiamo che sia una direzione necessaria, le criticità ambientali ci costringono a non perdere ulteriore tempo. Abbiamo incontrato molti visitatori che condividono il nostro approccio, e crediamo che il turismo possa essere un buon modo per aumentare la consapevolezza delle comunità locali, attori principali di un cambiamento che riguarda la loro quotidianità.

Evento notturno “Raccontare i Paduli”, Ph Alberto Caroppo

Ci sono progetti, servizi o attività in cantiere per la stagione 2017?

Tra le novità del 2017 ci sarà un profumo di comunità, che abbiamo avviato in produzione. È la scommessa di raccontare il territorio dei Paduli con un’essenza nata da un processo di ascolto e coinvolgimento di abitanti e visitatori sulla memoria olfattiva legata al Parco. Il progetto si chiama “La ragia dei Paduli”, e ha arricchito la mappa del Parco con elementi olfattivi, legati al ricordo, invitando a educare il senso dell’olfatto, spesso sottovalutato. Quanto prima, inoltre, presenteremo pubblicamente l’App Visit Paduli, uno strumento di conoscenza del territorio, ma sopratutto un gioco che guida alla scoperta e alla consapevolezza del valore paesaggistico e culturale del Parco, in cui il grado di legame del fruitore aumenta all’aumentare delle informazioni acquisite, evolvendo il proprio ruolo da semplice visitatore a spirito guida.

Quali sono le principali difficoltà che hai trovato nel tuo lavoro?

Tra le tante difficoltà del lavoro in ambito culturale, la principale è forse il pregiudizio che la cultura non porti economia. Questo è un leitmotiv che accompagna perennemente e condiziona la velocità dei processi che avviamo. Spesso è necessario un investimento disinteressato e, chiaramente, non tutti ne sono pronti.

Un consiglio per chi vorrebbe investire nel Salento:

Il Salento, senza montagne, ha una luce particolare. Bisogna lasciarsi abbagliare.

 

 

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